Gestione, Vendere online

Giancarla Zaino Marciano /

Vendere prodotti biologici on line: guida completa

Hai deciso di aprire un’attività e di vendere prodotti biologici on line? In questo articolo trovi tutto ciò che c’è da sapere per dar vita al tuo sogno, dai cavilli fiscali alle spedizioni.

Vendere prodotti biologici on line: guida completa

illustrazione di Nicola Giorgio

Come aprire negozio bio online

Se qualche anno fa avessi cercato “e-commerce prodotti biologici” su Google, probabilmente avresti ottenuto un elenco scarno di risultati. Infatti, se in Italia le scelte consapevoli di prodotti bio hanno almeno un quindicennale di storia, le vendite online hanno visto un’impennata soprattutto durante la pandemia. 

Nel 2021 “le vendite bio nell’e-grocery sono cresciute del +214% durante il periodo di lockdown (rispetto allo stesso periodo 2019)” (fonte: ilsole24ore.com).

Ma non solo. L’ultimo rapporto sull’Ecommerce in Italia di Casaleggio e Associati mostra come i siti di e-commerce alimentare italiani prevedano nel 2022 una crescita di fatturato del 37%. Predizione più che positiva per il nostro Paese che, solo nel 2020, ha fatto del settore alimentare il 6% del totale del fatturato e-commerce italiano. 

Dunque, materie prime sane e facilità di acquisto sul web sono entrati a gamba tesa negli interessi degli Italiani, tutto a vantaggio di chi vorrebbe aprire un negozio bio online.

È vero anche che sognare è un conto, realizzare un progetto è ben altro: c’è bisogno di ricerca, studio, infrastrutture e, probabilmente, del coinvolgimento di professionisti e professioniste che possano affiancarti nel suo sviluppo. Vediamo quali sono i tre pilastri da conoscere quando si vuole vendere prodotti bio sul web.

1. Scegliere la tipologia di prodotti bio da vendere

I prodotti biologici si dividono in due tipologie:

  • prodotti agricoli biologici;
  • prodotti biologici non alimentari. 

Alla prima categoria appartengono tutte le materie prime destinate al consumo sulle nostre tavole o quelle dell’Ho.Re.Ca. Alla seconda, cosmetici, prodotti per la pulizia della casa, per la cura della persona, tessili e molto altro, derivati da materie prime coltivate e prodotte secondo gli standard bio. 

La prima cosa da fare quando decidi di avviare un negozio biologico online è scegliere su quale tipologia puntare: alimentare o non alimentare? Come in ogni decisione, bisogna valutare i pro e i contro. 

Crea una lista per entrambe le categorie, iniziando a individuare vantaggi e svantaggi rispondendo a queste domande: 

  • Quali prodotti hanno maggiore richiesta al momento? C’è spazio di manovra o il mercato è già saturo?
  • Costa di più produrre internamente o esternalizzare i processi?
  • Ho tutto il know-how necessario ad avviare l’impresa oppure ho bisogno di figure specializzate?
  • Meglio creare un marchio o vendere prodotti già brandizzati? Quanti ne dovrei scegliere?
  • Avrò margini sufficienti sulle vendite, affinché i ricavi superino i costi?

Se è la prima volta che ti tuffi in un progetto imprenditoriale, oltre a trovare le risposte ai suddetti quesiti, ti consigliamo di affidarti a un consulente di business per verificare la fattibilità del tuo progetto. 

Importante: per vendere online avrai bisogno di aprire una partita iva e di conoscere tutti gli adempimenti relativi al commercio elettronico.

2. Definire il modello di negozio bio online

Ora che hai ben chiari i presupposti per aprire un’attività online, è importante definire il canale di vendita. Oggi la tecnologia ci viene in aiuto con soluzioni adatte a ogni tasca e progetto, per vendere prodotti biologici online anche in base al modello di business scelto. E se non l’hai ancora fatto, domandati: a chi vuoi rivolgerti? Con quale approccio? La tua strategia di vendita sarà monocanale o multicanale?

A tal proposito, uno dei dilemmi che molti clienti isendu hanno affrontato all’inizio del loro percorso è stato decidere se investire in un e-commerce proprietario o se affidarsi a un marketplace. La differenza sostanziale risiede nei costi di investimento iniziale e nell’esclusività della proposta commerciale. 

E-commerce proprietario

Un e-commerce proprietario è, come dice il termine stesso, appartenente all’azienda. Questo significa poter decidere ogni dettaglio: dall’infrastruttura della piattaforma, ai metodi di pagamento, alla gestione del database clienti e del customer care. 

È vero, i costi di investimento iniziale sono più alti, così come quelli di aggiornamento, manutenzione e promozione. Dopo aver lanciato un e-commerce, infatti, hai impresso sulla sabbia delle vendite online solo la prima impronta del tuo cammino. Ciò non toglie che potrebbe essere la soluzione migliore, soprattutto se hai intenzione di creare un tuo marchio biologico.

Marketplace

Diverso è se si sceglie un marketplace. Esempi sono Amazon, eBay, o marketplace verticali, specializzati nel biologico. I vantaggi e gli svantaggi sono inversamente proporzionali a quelli di un brand e-commerce: 

  • costi di investimento iniziale esigui e apertura immediata dello shop; 
  • ridotta personalizzazione del servizio, con eventuali commissioni sulle transazioni; 
  • alta concorrenza per prezzo e proposta.

Altro fattore da valutare è l’integrazione tra le piattaforme e il software di spedizione. isendu, per esempio, offre connessioni con canali quali Shopify, Magento, Etsy e molti altri. Con la possibilità di aggiungere i servizi dei principali corrieri nazionali e internazionali, come UPS, Fedex e GLS. 

Dropshipping

La terza soluzione che ti presentiamo è il dropshipping, l’e-commerce senza magazzino, in cui sei un intermediario online tra venditore e cliente. I suoi vantaggi sono: 

  • disponibilità illimitata dei prodotti nel catalogo online; 
  • basso investimento iniziale e immediata operatività; 
  • costi ridotti di gestione. 

Al contrario, gli svantaggi sono i medesimi elencati per i marketplace. 

Social Commerce

Infine, il social commerce, una modalità di vendita online ideale per le imprese di nicchia, che integra Social Media Marketing ed e-commerce al fine di costruire un canale più diretto e vicino ai potenziali clienti. 

Il social commerce di prodotti biologici funge da ponte tra piattaforme social (come lo shop di Instagram e Facebook) e il negozio online, dove i prospect completano l’acquisto. In questo sistema, il Content Marketing e l’Influencer Marketing giocano un ruolo chiave nell’attrarre l’attenzione degli utenti, stuzzicandone la curiosità, tanto da portarli alla transazione. 

3. Organizzare la logistica

Una volta definiti i prodotti bio da immettere sul mercato e i canali di vendita, resta l’organizzazione della logistica, che varia a seconda della merce.

Sono tre i fattori da considerare: 

  • il magazzino; 
  • il packaging e l’imballaggio;
  • le spedizioni.

Il magazzino di un negozio biologico online

Anche la vendita di prodotti biologici necessita di un magazzino, il luogo in cui si conservano le merci prima di spedirle. Dal commercio online ci si aspetta consegne celeri, ecco perché il magazzino ha un ruolo rilevante in un business online. 

Puoi optare per una delle seguenti soluzioni: gestione diretta o outsourcing. 

La gestione diretta del magazzino è completamente a carico dell’azienda: sei tu ad avere il controllo di ogni aspetto logistico-organizzativo. Un magazzino richiede disponibilità di uno spazio adeguato, un corretto layout per facilitare lo stoccaggio e l’approvvigionamento delle merci e l’integrazione tra gestionali e software per le spedizioni, al fine di automatizzare le procedure e facilitare il lavoro dei responsabili e degli addetti al magazzino. 

A questi aspetti, si aggiungono le regolamentazioni da rispettare: se si decide di vendere online prodotti alimentari biologici, la Comunità Europea richiede che anche il magazzino sia biologico. Per attestarne i requisiti, è necessario ottenere un Certificato di conformità, ai sensi del Regolamento CE 834/2007, rilasciato da enti e società autorizzate e accreditate dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF). 

Ecco perché molti business online del settore biologico preferiscono affidarsi a un magazzino biologico in outsourcing – che possiede già le certificazioni necessarie – a cui possono appoggiarsi produttori, distributori e traders. Questa opzione permette di eliminare i costi fissi di magazzino (affitto, personale, manutenzione), snellendo il carico finale dell’imprenditore. 

Il packaging e l’imballaggio dei prodotti bio online

Il cliente che sceglie i prodotti biologici è molto attento alla salute e all’ambiente. Per questo, non puoi sottovalutare anche altri aspetti per lui rilevanti, quali l’imballaggio e l’etichettatura. 

Un imballaggio idoneo è senz’altro realizzato con materiali riciclabili e compostabili, che hanno un basso impatto sull’ambiente. I più adottati dalle aziende bio sono: 

  • il PLA (acido polilattico o polilattide), una plastica biodegradabile ottenuta da risorse vegetali, come l’amido di mais; 
  • il PSM (Plastarch Materiale), è una resina a base di amido di mais, simile al PLA ma più resistente al calore; 
  • Polpa di canna da zucchero, ecologica in ogni suo aspetto, in quanto riutilizzabile; 
  • Carta, il più classico dei materiali ecologici, ancor meglio se riciclata o proveniente da foreste sostenibili.

Scegliere il materiale giusto è importante, soprattutto se vuoi lanciare sul mercato un tuo marchio, poiché sarà parte dell’immagine del brand e, più in generale, dell’esperienza di acquisto online del cliente. 
Al packaging si aggiunge l’etichettatura dei prodotti biologici. Il simbolo della fogliolina verde circondata dalle stelline dell’UE è applicabile solo a prodotti con ingredienti bio superiori al 95%. Al logo comunitario bio, si aggiungono indicazioni specifiche, come: la denominazione biologico, l’indicazione di origine delle materie prime, il codice dell’Organismo di Controllo, il codice dell’operatore controllato, loghi nazionali e privati.

Le spedizioni dei prodotti bio

Anche in questo caso, dovrai scegliere modalità e fornitori in base alle merci che dovrai consegnare ai tuoi clienti. 

Se deciderai di aprire un negozio vegano o biologico di materie prime alimentari, valuta di affidarti a partner per le spedizioni isotermiche.

Esistono tre tipologie di trasporti refrigerati: 

  • surgelato, a -18°; 
  • refrigerato, tra i -2° e +15°
  • a temperatura controllata, dai 15° ai 25°. 

Le spedizioni isotermiche sono regolate da specifiche norme legislative, prima tra tutte la ATP, necessarie a conservare correttamente la merce di tipologia alimentare (facilmente deperibile e deperibile). 

Più snelle sono le procedure per cosmetici, prodotti per la cura della casa e della persona o di altra tipologia, che seguono la regolare normativa per il trasporto conto terzi di merci non alimentari.

Ora conosci davvero tutto sulla vendita dei prodotti biologici online. Non ti resta che dare inizio alla tua avventura. Vuoi mettere il turbo prima ancora di cominciare? Scopri le funzionalità di isendu e libera il tuo potenziale. 

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Giancarla Zaino Marciano

Scritto da:

Giancarla Zaino Marciano

Digital e SEO Copywriter

Paladina dei testi semplici e umani, affianco aziende e personal brand nella creazione di contenuti di valore, per le persone e i motori di ricerca.

Illustrazione di:

Nicola Giorgio

Freelance illustrator / graphic designer

Nicola Giorgio è un illustratore freelance con base a Firenze. È parte di Muttnik, collettivo che si occupa di progetti di comunicazione visiva e di illustrazione con particolare attenzione nei confronti delle realtà culturali, espositive e aziendali. Di recente ha fondato La Sedia Blu, associazione che si occupa di promozione alla lettura, attività laboratoriali, corsi di formazione e eventi legati al mondo della letteratura per bambini e ragazzi.

Nicola Giorgio

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