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Anna Maria Ciardullo /

E-commerce sostenibile: la macchina del cambiamento che coinvolge aziende e consumatori

La tutela dell’ambiente è un tema caldo anche nell’ambito del digital retail. Facciamo il punto sulle tendenze del cambiamento a favore della sostenibilità con la giornalista Anna Maria Ciardullo, Content Manager della testata online Dcommerce.it

E-commerce sostenibile: la macchina del cambiamento che coinvolge aziende e consumatori

illustrazione di Nicola Giorgio

Come possiamo assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni se non mettendo al centro la sostenibilità ambientale? Si tratta di un assunto ormai chiaro ai più, ma che ancora è oggetto di sperimentazione. Eppure si tratta una vera corsa contro il tempo, che richiede l’impegno di tutti.

L’importanza della sostenibilità negli e-commerce

Il 64% dei lavoratori in Europa vorrebbe saperne di più sulle politiche ambientali della propria azienda, ma uno su cinque confessa di non sapere se la propria azienda ne abbia una. È quanto emerge da una ricerca di Treedom, piattaforma che permette di piantare e regalare alberi online, tra 7000 lavoratori dipendenti.

La questione della sostenibilità ambientale divide ancora, ma ha acquisito sempre maggiore importanza da quando lo spettro del riscaldamento globale e della scarsità di risorse ha imposto una quanto mai necessaria revisione delle politiche aziendali.

Quando si acquista online, la sensazione di quanto imponente sia la macchina organizzativa che si innesca è più difficile da percepire dal consumatore finale, ma logistica, trasporti, imballaggi, consumi ed emissioni, per citarne alcuni aspetti, presentano delle criticità che il settore e-commerce e la sua supply chain devono costantemente migliorare per venire incontro alle nuove esigenze del mercato. 

Il tema diventa maggiormente importante se si prende in considerazione la crescita del settore dopo il boom dovuto alle restrizioni imposte dalla pandemia, che hanno spinto milioni di utenti a utilizzare l’e-commerce di più o per la prima volta. 

Quali vantaggi ha un e-commerce sostenibile?

Secondo l’ultimo report sull’e-commerce di Casaleggio Associati, solo in Italia, sono oltre 3 milioni e mezzo i nuovi clienti italiani arrivati online negli ultimi due anni grazie ai lock-down. Molti di essi hanno compreso a pieno i vantaggi derivanti da un negozio online e sono sempre di più coloro che scelgono di comprare da un e-commerce sostenibile.

Questo tipo di negozio, infatti, ha numerosi vantaggi. Per comprenderli è bene esaminarli nel dettaglio. 

Valore a lungo termine

Politiche sostenibili possono avere un costo importante sia per le società sia sul consumatore finale, eppure, la spinta a scegliere “green” è uno dei driver di preferenza per gli acquisti da parte dell’utenza online che ha maggiormente guidato il mercato negli ultimi anni, soprattutto in Italia. 

Si può affermare che la spesa per l’implementazione di politiche sostenibili possa essere tradotta in un vantaggio a lungo termine e facilmente ammortizzata sul lungo periodo, oltre che portare a una crescita sia in termini economici, sia in termini reputazionali.

Infatti, il 75% delle aziende afferma che il cambiamento climatico è fondamentale per il loro successo strategico. Eppure, sempre secondo l’ultimo report di Casaleggio Associati, il 43% delle attività commerciali non ha ancora obiettivi chiari per la riduzione delle emissioni di carbonio e il 50% dei dipendenti non è soddisfatto delle azioni della propria azienda nell’affrontare il cambiamento climatico.

La pressione per raggiungere la sostenibilità ambientale imposta dai recenti accordi di Parigi sul clima spingerà comunque le aziende a trovare soluzioni anche per non incorrere in sanzioni o vincoli sempre più stringenti, che andranno certificate e dimostrate in modo trasparente al consumatore finale. Agire per tempo è l’unica via strategica.

La sostenibilità come valore culturale

La sostenibilità si costruisce innanzitutto con la cultura della lungimiranza. Aziende che coinvolgono attivamente i dipendenti nelle proprie politiche, otterranno risultati migliori di altre che non promuovono la cultura green nei loro processi lavorativi.

Ciò trasparirà anche all’esterno, i consumatori sono sempre più sensibili e capaci di discernere le azioni concrete dal green washing, ma l’informazione sul tema resta di fondamentale importanza per avvicinare sempre più target ad un consumo consapevole.

Le giovani generazioni, secondo diversi sondaggi, sembrano essere più sensibili alle tematiche ambientali rispetto agli adulti. Ecco perché, ad esempio, tra le informazioni che gli e-commerce aggiungono ad un prodotto, sono poste sempre in maggiore rilievo quelle che riguardano la tutela ambientale.

Ma non solo, la domanda di cambiamento positivo è sempre più ampia, e l’attenzione cresce esponenzialmente, andando a toccare anche altri aspetti, come l’inclusività sul lavoro, la gender equality, l’uso delle risorse a Km 0, l’innovazione nei sistemi di pagamento e così via.

Da leggere: WhataECO: un e-commerce all’avanguardia e totalmente sostenibile

I trend della sostenibilità nel mondo e-commerce

Ma quali sono i trend della sostenibilità nel mondo e-commerce? Sempre più soggetti stanno rispondendo al Climate Pledge, un appello alle aziende e alle organizzazioni affinché intraprendano un’azione collettiva per costruire un pianeta sicuro e sano per le prossime generazioni. 

Amazon, ad esempio, ha di recente lanciato l’etichetta “Climate Pledge Friendly”, che identifica i prodotti dotati di una o più delle 19 diverse certificazioni di sostenibilità che aiutano a preservare l’ambiente come ridurre l’impronta di carbonio nelle spedizioni, impegnandosi per ogni consegna di un prodotto a finanziare progetti di riqualifica ambientale.

Sempre più delivery (food delivery, spesa online, piattaforme di consegna a domicilio e così via) hanno convertito le proprie flotte con mezzi elettrici o effettuano consegne in bicicletta, i marketplace lavorano con la logistica di prossimità, assicurandosi di avere sempre più depositi nei punti strategici per le consegne, riducendo i viaggi necessari nell’ultimo miglio

Sono sempre più numerosi i brand che stanno riducendo l’uso della plastica nei propri imballaggi, di cui si riducono anche le dimensioni e il peso, o che impiegano materiali riciclati e riciclabili, piccole differenze che su larga scala sono significative nella riduzione di emissioni di CO2.

Sono nate tante piattaforme che basano il proprio business sulla second hand economy, sul riuso, e altre si sono adeguate al trend, come Zalando, ad esempio, che ha aggiunto anche una sezione dove gli utenti possono acquistare e vendere prodotti usati. 

Impossibile elencarle tutte in questa sede, ma gli esempi sono sufficienti a comprendere come la macchina del cambiamento sia decisamente in movimento e richieda sia l’impegno delle aziende sia quello dei consumatori. Conoscerne le dinamiche è il primo passo per alimentarla, metterle in pratica il suo vero carburante, rigorosamente green.

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Anna Maria Ciardullo

Scritto da:

Anna Maria Ciardullo

Senior Content Editor

Redazione e gestione di contenuti per il web magazine Dcommerce.it, portale dedicato al mondo dell'ecommerce e del digital retail, con un focus su pagamenti, retail 4.0, marketing e curiosità del settore.

Illustrazione di:

Nicola Giorgio

Freelance illustrator / graphic designer

Nicola Giorgio è un illustratore freelance con base a Firenze. È parte di Muttnik, collettivo che si occupa di progetti di comunicazione visiva e di illustrazione con particolare attenzione nei confronti delle realtà culturali, espositive e aziendali. Di recente ha fondato La Sedia Blu, associazione che si occupa di promozione alla lettura, attività laboratoriali, corsi di formazione e eventi legati al mondo della letteratura per bambini e ragazzi.

Nicola Giorgio

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