Gestione, Vendere online

Giancarla Zaino Marciano /

Modelli di business per e-commerce

Hai effettuato almeno un acquisto online negli ultimi mesi? Se la risposta è sì, significa che rientri nei 27 milioni di e-shopper italiani che spendono in media 674,00 euro l’anno nei negozi virtuali.

Modelli di business per e-commerce

illustrazione di Francesco Zorzi

Questi numeri sono frutto della pandemia che ha profondamente cambiato non solo le abitudini di acquisto delle persone, ma anche i modelli di business delle aziende. Il commercio elettronico (più comunemente e-commerce) è diventato centrale per migliaia di imprese, brand e professionisti, che hanno spostato o integrato i loro canali di vendita per rispondere ai nuovi bisogni degli utenti e dei mercati. 

Le aziende hanno investito le proprie risorse per costruire piattaforme e-commerce proprietarie o per aderire a marketplace intermediari, da quelli mainstream come Amazon, ai siti web di nicchia come Bookdealer. 

Oggi, vendere online (o non farlo) è una scelta strategica per ogni impresa. Compierla significa traghettare il business, vogata dopo vogata, verso un paradigma di vendita online nel pieno della sua ascesa. 

Ma quale modello di business scegliere per il proprio e-commerce? Ecco i 7 principali da conoscere per selezionare quello adatto alla tua idea imprenditoriale.

Quale modello e-commerce scegliere per la tua attività online

Esistono 7 modelli di business per e-commerce; ognuno richiede una relazione tra venditore e acquirente, diretta o indiretta. In tutti i casi, gli interlocutori che vendono o acquistano beni e servizi online sono tre: 

  • Business: categoria che racchiude imprese, brand e professionisti;
  • Consumer: persone fisiche; 
  • Government: enti governativi, che si rivolgono a cittadini, imprese e professionisti.

Se sei qui, è perché ne fai parte e hai deciso di vendere online, aprendo il tuo webshop o aderendo a un marketplace preesistente. In ogni caso, prima di dare lo start alla tua attività online, è necessario scegliere un modello di business per e-commerce e redigere un business plan, cioè un piano dettagliato da presentare a banche e investitori che credono nel tuo progetto. Ma non solo.

Il business plan è utile anche per instradare correttamente la tua impresa e non perdere di vista fattori importanti, come il marketing, la logistica, le spedizioni o il target di clienti a cui rivolgerti e i costi da sostenere nei prossimi anni.

7 modelli di e-commerce (+1) da cui partire

Vediamo insieme, dunque, quali sono i 7  modelli di e-commerce, +1 bonus, da cui partire per il tuo progetto online.

Business-to-Consumer – B2C

È il più diffuso e conosciuto. In questo modello la relazione commerciale intercorre tra azienda e consumatore finale privato. La vendita nel B2C può avvenire sia tramite e-commerce proprietario (un esempio è il brand di gioielli artigianali nove25.net) oppure mediante marketplace, come ad esempio Zalando. 

Direct-to-Consumer – D2C

Discende dal B2C. Il modello è molto simile, ma elimina ogni intermediario. L’azienda vende direttamente al cliente finale, con due vantaggi: 

  • una relazione più forte con l’acquirente, che riesce a coltivare nel tempo anche grazie a strategie di Customer retention
  • maggiore competitività sui prezzi, per l’assenza di costi di commissione, incrementando i profitti dell’impresa.

Un esempio sono gli e-commerce di brand come Stradivarius o Veralab, che hanno puntato anche sul cosiddetto modello Brick-and-Clic: una strategia omnichannel che integra negozio fisico ed e-commerce.

Business-to-Business – B2B

Nel B2B gli interlocutori sono le aziende che scambiano: 

  • servizi, proprio come isendu, che offre soluzioni tecnologiche integrate per imprese con un e-commerce;
  • beni, come microprocessori per computer;
  • merci, come materie prime per il mondo della ristorazione; 
  • consulenze, per esempio in ambito marketing, tecnologico, legale, commerciale, ecc. 

Consumer-to-Consumer – C2C

Conosciuto anche come customer-to-customer, viene definito da Treccani.it la “tipologia di commercio elettronico che mette in contatto privati cittadini che agiscono in qualità di operatori finali nello scambio di beni o servizi; si basa sull’uso di una piattaforma web che facilita le transazioni economiche tra utenti”. 

Gli attori sono tre: venditore, acquirente e fornitore della piattaforma web. Un esempio è subito.it, marketplace che mette in comunicazione i privati per lo scambio di beni nuovi o usati. Nell’ambito moda, un parallelo calzante sono Vinted o Depop.

 Consumer-to-Business – C2B

Il modello coinvolge imprese, liberi professionisti e freelance. In queste relazioni economiche, sono gli ultimi due a dare un prezzo al prodotto o al servizio offerto, di cui l’organizzazione ha bisogno per implementare i processi aziendali. Gli scambi avvengono, solitamente, su piattaforme terze, che applicano un costo di commissione per ogni transazione. Esempi di piattaforme e-commerce C2B sono Fiverr, Addlance o Digitazon, tramite le quali avviene l’incontro tra domanda e offerta nel mondo del lavoro freelance. 

Altro esempio viene dal comparto dell’Influencer Marketing: sono i link di affiliazione forniti dai brand ai creator per promuovere prodotti o servizi tra i membri delle proprie community con un codice sconto personalizzato. 

Business-to-Government – B2G

Conosciuto anche come Business-to-Administration, rende più snelli i rapporti commerciali tra imprese e Pubblica Amministrazione, aumentandone l’efficienza. 

Nel modello di e-commerce B2G, le transazioni riguardano a grandi linee vendita di software e soluzioni high-tech, servizi, beni e informazioni, necessari agli enti governativi per espletare le proprie attività. Si basano su un paradigma di domanda-offerta per progetti resi pubblici su piattaforme telematiche dedicate agli approvvigionamenti governativi.

Alcuni esempi di servizi B2G: 

  • la costruzione o la ristrutturazione di edifici, scuole o biblioteche fornite da ditte edili con tutti i requisiti richiesti;
  • i lavori di manutenzione di parchi e delle aree verdi cittadine, da parte di società specializzate.  

Government-to-Business – G2B

In questo modello di business per e-commerce, è la Pubblica Amministrazione (e i vari enti governativi) a mettere a disposizione delle aziende piattaforme online per pagamenti dedicati alle imprese e ai liberi professionisti. Rientriamo, ancora, nel campo dell’e-government, in cui pagamenti e procedure legali avvengono esclusivamente online, come il saldo di un F24 o il download di pagine di modulistica da compilare. 

Siti che assolvono a funzioni simili sono Fisconline e il sistema Entratel, per la trasmissione telematica di dichiarazioni e atti. 

Social commerce, il modello +1 nelle vendite online

Ti accennavamo, all’inizio dell’articolo, a una nuova tipologia di commercio online che sta prendendo piede grazie ai social network. Si tratta del Social Commerce, un’esperienza di acquisto che inizia e/o si completa all’interno dei social media. 

Racchiude i modelli B2C, B2B e C2C in un’unica grande categoria, che permette di vendere online tramite marketplace implementati nelle funzionalità dei social network. Un esempio è Facebook Shop, lanciato dal gruppo Meta nel 2020, oggi esteso anche a Instagram. 

Per quanto potremmo considerare i social network un semplice canale di vendita, più che un modello di business, oggi sono molte le aziende, soprattutto piccoli brand artigiani, che lanciano le proprie attività online partendo da qui, grazie a un’infrastruttura più snella, che può essere ampliata successivamente tramite e-commerce proprietari o ulteriori marketplace. Un esempio è Velasca Milano, brand di scarpe da uomo artigianali, che è partito da Instagram e ora vende in tutto il mondo”. 

Secondo una ricerca di Casaleggio Associati, nel 2020 il 18% degli utenti di Facebook ha effettuato almeno un acquisto sull’app. Questo dimostra come il settore delle vendite online sia liquido e soggetto a continui mutamenti. Ecco perché delineare il percorso evolutivo del business è l’unico modo per renderlo scalabile e al passo con le esigenze di acquirenti e mercati.  

Questa funzione è assolta pienamente dal business plan per e-commerce

È il momento del business plan: come crearlo per il tuo e-commerce?

Ammettilo, stavi per digitare su Google “business plan e commerce esempio“.  Resta qui sul blog di isendu, abbiamo creato per te la risorsa che risponde a tutte le tue domande. 

Prima di lasciarti all’approfondimento, facciamo un accenno ai contenuti che non possono mancare in un business plan per e-commerce.

Il piano di business è il cuore del tuo progetto imprenditoriale, lo sintetizza e ne riassume tutte le caratteristiche rilevanti, da tenere in considerazione per la sua implementazione e la sua crescita. Tra queste rientrano il team dell’azienda, i prodotti o i servizi da proporre sul mercato, il mercato stesso e il target di riferimento, il Piano Marketing e, ovviamente il piano di commercializzazione, online e offline. 

È in questo paragrafo che rientra la voce modello di business per e-commerce, che tiene conto dei canali di vendita, delle modalità e della logistica, aspetto non trascurabile in un commercio elettronico.

Leggi l’articolo come fare il business plan di un e-commerce per sapere come scriverlo, passo dopo passo. 

In bocca al lupo per il tuo progetto!

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Giancarla Zaino Marciano

Scritto da:

Giancarla Zaino Marciano

Digital e SEO Copywriter

Paladina dei testi semplici e umani, affianco aziende e personal brand nella creazione di contenuti di valore, per le persone e i motori di ricerca.

Illustrazione di:

Francesco Zorzi

Illustratore, Visual Designer, Direttore Creativo

Illustratore, visual designer, direttore creativo con un background multidisciplinare in architettura e grafica, si divide fra Firenze e New York. I suoi lavori vengono pubblicati su giornali e riviste come The Wall Street Journal, The Boston Globe, AdAge, La Stampa tra gli altri. È creative director di isendu, di cui ha curato il progetto di redesign.

Francesco Zorzi

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